Fedez lancia l’allarme sul gansta rap: “Attenzione che ci scappa il morto!”

(Adnkronos) – “Se nella scena rap dai per scontato che questo faccia parte del gioco, ci metto la mano qui sopra che entro un anno ci scappa il morto, lo dico da due anni che ci scappa il morto. Dobbiamo arrivare a questo?”. A lanciare l'allarme sul gansta rap è Fedez nella nuova puntata di 'Muschio Selvaggio', disponibile da oggi, dove va in scena un confronto generazionale tra due icone della scena musicale napoletana, Gigi D'Alessio e Luchè, e si torna a parlare del caso Shiva. Sul rapper arrestato, Fedez ricorda come la scena rap abbia unito le forze in sua difesa e solleva interrogativi sulla pericolosità di certi atteggiamenti. “Dire sei nelle grinfie dello stato, vittimizzarlo quasi, non è eccessivo?”, “Dire mi dispiace che il mio amico sia in galera ci sta! Ma leggendo i commenti del pubblico si ha la sensazione che sia passato quasi per vittima, questa cosa non è un po' pericolosa?”. Nella puntata Fedez, Marra e i due ospiti parlano anche del fenomeno dei dissing, che ha coinvolto anche Salmo e Luchè. Quest'ultimo afferma: “Tutto quest’odio e questa negatività alla fine non fa altro che intrattenere il pubblico, ma fa male agli artisti…. non serve né umanamente, né a livello di business!… Non mi serve più quella negatività”. E sempre parlando di dissing, Fedez ridendo dice a Luchè: “Si ma che poi mi nomini sempre, ma che cazzo vuoi da me adesso?! No, ogni volta, lui si dissa con gli altri e tira in mezzo me, ma che cazzo ti ho fatto io?”. Da qui si arriva a parlare anche dei dissapori iniziali tra Fedez e Salmo nel periodo della pandemia che però, dopo un confronto costruttivo, porta addirittura alla realizzazione di un pezzo di successo “Viola”. Gigi D’Alessio dopo un po' commenta ironico: “Io non vedo l’ora di fare un dissing!”. Da qui il dibattito si estende alla cultura del Gangsta rap, si parla di come Luchè ha vissuto in un quartiere in cui morivano 2 o 3 persone al giorno e del fatto che nei pezzi si raccontava la realtà quotidiana e Gigi D’Alessio interviene affermando: “Un conto è raccontarla, un conto è inneggiarla, sono due storie completamente diverse. Io vivo nel mio quartiere in cui si ammazza la gente e poi invece dico com’è bello stare in questo quartiere in cui si ammazza la gente, sono due cose completamente diverse!”. Gli ospiti e i conduttori si confrontano poi su cosa vuol dire essere rapper oggi, approfondendo il recente dibattito sulle potenziali influenze che i testi delle canzoni hanno sui giovani e, in particolare, su quanto possano o meno spingerli a comportamenti violenti. Gigi D’Alessio “Se sei rapper devi tenere la pistola a casa? La mia domanda è questa! No, perché lui sta dicendo che ci scappa il morto, tu mi stai dicendo mo ti faccio vede' a Napoli che succede, mi state mettendo nu cazz di terrorism in collo, c’ho paura!”. Poco dopo Fedez gli chiede: “Secondo te che ci sei proprio dentro per evitare che ci scappi il morto cosa bisognerebbe fare?”. E Gigi D’Alessio risponde: “Le pistole a salve”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nave Vespucci a Buenos Aires

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