DROGA: IMPATTO STUPEFACENTE PER L’UOMO E PER L’AMBIENTE

SOLO IN COLOMBIA TRA IL 2001 E IL 2014 OGNI ANNO SONO STATI DISTRUTTI 22.400 ETTARI DI FORESTA E NELLE CITTA’ L’ARIA VIENE INQUINATA NON SOLO DALLO SMOG, MA ANCHE DA CANNABINOIDI

Ogni 26 Giugno si celebra la Giornata mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di droga, ma è un problema che sta interessando ogni giorno il pianeta, in qualità di consumatori con 271 milioni di persone che hanno fatto uso di droghe, secondo l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite del 2017.

Il World Drug Report 2019 evidenzia come il 5,5% della popolazione nel mondo, tra i 15 ed i 64 anni, ha assunto sostanze stupefacenti, una percentuale rimasta invariata rispetto al 2016 ma che, rispetto al 2009, è cresciuta del 30%.

Un aumento dell’uso di droghe ha comportato anche la crescita di persone con gravi disturbi di salute e dei decessi. I morti totali per droga nel 2017 sono stati 585mila, cioè il 30% in più rispetto ai 450mila del 2015.

Non ultimo l’utilizzo delle sostanze dopanti nello sport sia a livello di professionisti che dei dilettanti, mettendo anche qui a rischio la salute degli atleti, soprattutto giovanissimi, e la validità della stessa pratica sportiva.

Oltre alle conseguenze gravissime sulla salute di chi utilizza le droghe, bisogna evidenziare inoltre gli effetti delle droghe, della loro produzione e lavorazione, del loro trasporto sull’equilibrio ambientale e gli ecosistemi mondiali.

La materia prima viene coltivata, principalmente in Sudamerica e in Asia dove migliaia di ettari di terreno vengono sottratti a boschi e foreste per essere destinati alle coltivazioni degli stupefacenti, con di fatto la distruzione di intere zone di particolare pregio naturalistico, con la realizzazione di strade, strutture e veri e propri aeroporti “clandestini” da dove partono le sostanze trattate.

Secondo i dati contenuti nel rapporto 2016 dall’Ufficio delle Nazioni Unite per la droga e il crimine, tra il 2001 e il 2014 sono stati distrutti ogni anno 22.400 ettari di foresta in Colombia per lasciare spazio alle coltivazioni di cocaina. Per la lavorazione degli stupefacenti si fa uso di pesticidi, solventi, ed anche reagenti chimici che vengono chiaramente smaltiti irregolarmente nei terreni, nei fiumi, oppure bruciati determinando un inquinamento di ampie proporzioni.

Inoltre vi è un fattore di inquinamento post-consumo, lo smaltimento fisico delle droghe comporta problematiche notevoli agli ecosistemi. Insomma, l’impatto ambientale delle droghe colpisce ogni singola fase della loro produzione, dalla semina fino all’espulsione dal nostro corpo.

Un recente studio italiano condotto dall’Università Federico II di Napoli ha dimostrato una concentrazione elevata di cocaina nei fiumi d’Europa, compresi quelli italiani, fenomeno che mette in grave rischio la sopravvivenza delle anguille.

Anche il prestigioso Istituto Mario Negri di Milano, ha pubblicato nel 2018, uno studio che dimostra come ogni giorno il capoluogo lombardo scarica circa 400 grammi di stupefacenti, nei fiumi Olona, Seveso e Lambro, la situazione non va meglio a Firenze, dove nel 2014 nelle acque dell’Arno c’erano percentuali di cocaina superiori a quelle del Tamigi.

Ad inquinare le strade di Roma, la Capitale d’Italia, oltre allo smog e alle polveri sottili vi è anche cocaina, marijuana, hashish, caffeina e nicotina. E’ quanto è emerso da uno studio dell’Istituto di Inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il principale Ente Pubblico di ricerca italiano, che ha analizzato la presenza di sostanze psicotrope nell’aria e che fa emergere come i livelli di caffeina e cannabinoidi crescano notevolmente a Roma durante la stagione invernale rispetto a quella estiva. La Capitale d’Italia secondo una rilevazione dell’Istituto Mario Negri dello scorso anno risulta il consumo nazionale più alto medio giornaliero di dosi di cocaina, 18,5 ogni mille abitanti, un dato emerso analizzando l’impianto del depuratore capitolino.

L’Argentina ad esempio non può essere definito uno Stato “avanzato” in tema di droghe come il Messico, la Colombia o l’Honduras. È però un Paese di transito, elaborazione e consumo di droghe. Per quest’ultimo si trova ai primi posti tra i paesi americani, alle spalle di Stati Uniti, ma vicina a Brasile, Uruguay e Colombia.

Non ci rimane che auspicare un futuro di liberazione da ogni droga a garanzia della nostra salute e quindi della nostra vita, ribadendo la dignità dello sport senza sostanze, ma altresì la difesa dell’ambiente naturale, anch’esso compromesso dalla produzione e diffusione delle sostanze.

Di Piergiorgio Benvenuti

30 Luglio 2023

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